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Il canto del Bosco

GLI UCCELLI DELLE FONTANE BIANCHE

In primavera si aggiungono alla fauna stanziale anche molte specie che giungono qui per nidificare: le capinere e gli usignoli, upupe o cuculi o il Rigogolo, dall’inconfondibile piumaggio giallo del corpo. Nella parlata locale il Rigogolo viene designato come “compare Piero”: questa usanza di attribuire un nome e un grado di parentela gli animali, risale molto indietro nel tempo, alla fase totemica della religione quando cioè i nostri antenati tendevano a stabilire delle alleanze parentali con animali totem che si percepivano come particolarmente dotati di potenza. Probabilmente il Rigogolo, a motivo del suo piumaggio sgargiante, era ritenuto una emanazione dell’arcobaleno, portatore cioè di bel tempo e di buon augurio.

Inoltre nell’oasi abitano anche il picchio verde, il cui tipico verso è simile a una forte e squillante risata e il picchio rosso maggiore che trovano qui modo di nidificare nei vecchi tronchi presenti, prediligendo i pioppi. I vecchi nidi, non più utilizzati, possono diventare a loro volta un rifugio sicuro per altre specie, come ad esempio scoiattoli, ghiri o rapaci notturni. Tra questi ultimi sono annoverabili il gufo comune, l’allocco, la civetta.

Sono presenti inoltre anche ghiandaie, scriccioli, fringuelli, merli, averle.

Quest’ultimo è un uccello tipico delle aree aperte con cespugli, dove costruisce il nido e trova il suo nutrimento come insetti, rettili e piccoli mammiferi; ha l’abitudine di infilzare le sue prede in piante spinose, probabilmente per marcare il territorio e per crearsi una scorta di cibo.

La presenza di questi animali è testimoniata dalle borre, pallottole più o meno complesse, costituite da ossicini, peli, piume non digerite rigurgitante dagli uccelli rapaci ma anche da gabbiani, averle e corvi.