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Il bosco Golenale

L’oasi è immersa in un fitto e ben conservato bosco golenale che vanta la presenza di numerose risorgive e specchi d’acqua. Si tratta di un bosco ripariale che viene lasciato al suo ciclo naturale di nascita, sviluppo e morte delle piante, riducendo al minimo l’azione umana e limitandola solo agli interventi di manutenzione strettamente necessari per la sicurezza dei visitatori.

Passeggiando nell’oasi troviamo tra gli alberi ad alto fusto soprattutto pioppi, ontani neri e salici di vario tipo, tutte specie amanti delle zone umide.

Il sottobosco presenta invece uno spettro abbastanza nutrito di specie tipiche molto apprezzate dagli animali selvatici che trovano in esse un’importante fonte di nutrimento e rifugio come il sambuco, appetibile agli occhi dei roditori e degli uccelli per le sue bacche così come il nocciolo, la sanguinella, la quale nei mesi autunnali svetta tra la vegetazione per il suo colore rosso acceso, la frangola,  il ligustro, la rosa canina, la vitalba, la fusaggine, il profumato caprifoglio. Passando poi all’orizzonte delle alte erbe si trovano il verbasco, dai fiori di colore giallo intenso e l’epilobio, dai fiori di colore rosa, l’erba viperina, dai fiori di azzurro carico e l’erba saponaria, la quale deve il suo nome alla presenza di saponine e dunque al suo antico uso nella produzione del sapone.

Altri arbusti comuni ma molto invasivi sono la buddleja (albero delle farfalle), pianta originaria dell’Asia, introdotta in Europa nel XIX secolo come pianta ornamentale ed ora naturalizzata che produce pannocchie di fiori viola che attirano numerosissime farfalle e il falso indaco, d’origine nordamericana, pianta molto rustica bottinata volentieri dalle api.