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La Piave e Il Montello

Il medio corso del fiume Piave è caratterizzato da una particolare morfologia “a canali intrecciati”, propria dei fiumi ad elevata energia. L’alveo in questo tratto diventa molto ampio e caratterizzato dalla presenza delle cosiddette “grave”, vaste distese di sedimenti alluvionali. Qui si alternano parti attive, prive di vegetazione, e parti non attive, contraddistinte dalle zone golenali dove temporaneamente non si svolgono processi fluviali ma inondabili durante i periodi di piena. Nel corso del tempo, le zone attive e non attive si avvicendano, mutando continuamente il paesaggio. L’area è formata da un variegato mosaico di ambienti, ciascuno ad elevata biodiversità: dalle rive fangose ricche di nutrienti e periodicamente inondate, ai depositi di ghiaie grossolane, ai prati aridi simili ai magredi, fino ai boschi ripari di salici e pioppi. Questi numerosi habitat sono la ragione per cui il Piave è parte della Rete Natura 2000 (un insieme di aree protette a livello europeo e per  questo soggetto a specifiche normative di tutela).

Da questo punto si nota bene il Montello, un rilievo collinare di forma stretta ed allungata in senso NE-SO per circa 13 km, largo 5 km che raggiunge, nel suo punto più alto i 371 m s.l.m.. Il paesaggio del Montello è caratterizzato da numerose doline, cavità sotterranee e grotte, formatesi a causa del carsismo, un fenomeno attraverso il quale l’acqua piovana,, che contiene disciolta l’anidride carbonica, corrode il conglomerato, roccia di matrice calcarea. Il Bosco del Montello è strettamente legato alla storia della Repubblica di Venezia che lo utilizzava come riserva di roveri per il suo arsenale.